Da quando sono qui, al contrario di quello che faccio nella
mia piccola città, uso l’autobus. L’autobus è la mia macchina, il mio mezzo di locomozione
qui a Granada. Ed è proprio sugli autobus che si incontrano i tipi e i
personaggi più disparati. C’è lo sfattone, l’universitario, la figa e il
belloccio, le mamme con i passeggini, i palestrati e poi ci sono loro, gli
anziani. Soprattutto due in particolare. Una coppia.
Lui è un signore distinto sempre vestito con pantalone e
camicia, il classico uomo in pensione, insomma. Poi c’è lei, la sua donna. Sua
moglie. Sempre tutta agghindata.
Lei che nonostante l’età è sempre ben vestita, come se
dovesse andare ad una festa tutte le volte. Ha sempre il rossetto sulle labbra,
i cappelli ben aggiustati con fermagli colorati o “luccicosi”, le mani curate
con lo smalto rosso, le scarpe abbinate alla borsa che porta. L’unica cosa che
ti lascia un po’ pensare è il perché la signora anche alle nove di sera porti
gli occhiali da sole.
La prima volta che li ho incontrati ho pensato che forse lei
era stata operata da poco di cataratta o cose del genere. Poi invece, giusto il
tempo che l’autobus arrivasse alla loro fermata mi sono resa conto che lei ha
un bastone. Ma non un bastone normale, ma quello per ciechi. Fin qui niente di irrecuperabile.
Ma ragionando sul modo curato come va vestita questa donna, la
mia mente parte e si fa lunghi ed immensi viaggio. Mi viene da pensare che sia
il marito stesso a vestirla e prepararla per uscire.
Mi piace immaginare quest’uomo che con tutto il suo amore, lentamente
le infila i collant, le apra l’armadio e descrivendo i vestiti che lei ha
disposizione la aiuti a scegliere il vestito, le spazzoli i capelli e glieli
sistemi con i fermagli. Mi piace fantasticare che una volta a settimana le metta lo smalto e che
abbia imparato a mettere il rossetto alla perfezione, senza fare una sbavatura.
Magari poi in realtà non è così. Magari c’è qualche altra
donna, forse una figlia, che aiuti la donna non vedente a sistemarsi e ad
essere perfetta. Magari è ipovedente e più o meno qualcosa ancora la riesce a
vedere. Ma il solo modo in cui lui si prende cura di lei quando si devono
avvicinare alla porta dell’autobus perché devono scendere mi lascia divagare l’immaginazione
e credere che quell'uomo sia, nonostante l’età, il tempo e la vecchiaia, devoto
e innamorato della sua donna al punto tale di fare cose che non si sarebbe mai
immaginato.
Tutto questo per amore. Quell'amore senza tempo. Quell'amore che dura in eterno. Nel bene e nella cattiva sorte. Nella salute e nella
malattia. Quell'amore che nonostante le difficoltà è sempre lì, dietro l'angolo, a volte anche un po' nascosto.
E se un domani dovessi innamorarmi di nuovo, vorrei che fosse così, perché
è così che me lo immagino io l’amore quello con la a maiuscola.
*_* wau...
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