C’era una volta una caffettiera
italiana, dal nome Moka. Moka era piccola, carina e soprattutto nuova. Era fissa
sullo stesso scaffale di un negozio qualunque già da parecchio tempo, infatti
aspettava con trepidazione che qualcuno la scegliesse, in mezzo a tutte le
altre caffettiere, e la portasse a casa con sé.
Un bel giorno arrivò Alessandra.
Una giovane ragazza, vincitrice di un progetto chiamato Leonardo che avrebbe iniziato
da lì a poco in Spagna, che stava giusto cercando una caffettiera. Moka fece di
tutto per farsi notare e Alessandra innamoratasi proprio di lei la comprò e la
mise in valigia con tutte le altre cose che doveva portare con se in Spagna.
Così Moka dopo aver fatto un lungo
viaggio arrivò in Spagna insieme ad Alessandra. Appena arrivata a casa
Alessandra mostrò la piccola Moka a Fabiana e Teresa, le sue coinquiline, come se
lei fosse un gioiellino e di questo Moka né era davvero, davvero fiera.
Così Moka iniziò a fare caffè a
tutte le ore e ad allietare le giornate alle tre fanciulle. Veniva
costantemente utilizzata e questo la rendeva felice. Finalmente si sentiva
utile.
Solo che però con il passare del tempo
Fabiana e Teresa iniziarono a non pulire
Moka dopo che la utilizzavano. E così ogni volta restava con la posa e con i
segni del caffè dentro. Moka perciò giorno dopo giorno, uso dopo uso iniziò ad
essere triste nonostante però continuava a fare un buonissimo caffè per le tre
donne.
Un giorno, Alessandra stanca di
vedere la Moka sporca e triste, decise di fare qualcosa per spronare le due
donne cattive e fece un bel cartellone e lo appese in cucina sopra i fornelli.
Da quel giorno, dopo essere
utilizzata Moka viene ripulita alla perfezione da Teresa e Fabiana, così da
essere subito pronta per il prossimo utilizzo.

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