domenica 13 gennaio 2013

tre mesi dopo.

Dopo tre mesi mi fermo e mi chiedo ancora come sto. Se il ritornare a quella che è la tua casa natia sia stato bello o meno. All'inizio è bello rivedere gli amici, la famiglia e anche i conoscenti. Quasi quasi non ti sembra così brutto essere a casa. Ma poi? Poi quando il vortice si ferma, quando il tornado passa, poi ricadi nella stessa routine e ti rendi conto che Granada e quella vita lì ti ha lasciato un immenso vuoto che è incolmabile.
Passi le giornate a rimembrare ogni singolo momento, anche perchè qui non c'hai un emeritocazzodafare. Oltre che a mandare curriculum appena vedo un'offerta decente.

A volte penso anche che in realtà mai nessuno mi abbia chiesto "comestai?" con il cuore, neanche gli amici più stretti, anche perchè forse lì si sarebbero resi conto che quando rispondi "bene" non è così. Che stai male. Che sei infelice. Che tutto questo si trasforma in una forma di nervosismo che sfocia tutto con una gastrite perenne. Che ti mancano le piccole cose che facevi lì ogni giorno, i sorrisi, le strade, i locali. Il sole delle tre che ti riscalda dal freddo che proviene dalla Sierra. Le domeniche noiose a casa dopo il sabato da leoni. Ogni cosa ti manca, ogni fottutissima cosa. 

E sogni di tornare. Il più presto possibile. Sogni di rivivere lì. Sogni di scappare e di riprendere in mano la tua vita.